I Fiori di Cranno

Cranno.
Il sogno realizzato. Non vorrei aver piano piano contribuito a questo intrico di fiori diversamente. Ogni cosa mi appare perfetta. Mi chiedo dove siano gli esseri fatati della favola. Ci saranno, certamente, credo che, adesso, siano riuniti a confabulare. Sono sicuro che essi, piccoli, siano convinti di trovarsi dentro una magia. Si. E’ così. Il sole, il vento, la pioggia e la sensibilità hanno contribuito. Per la gioia degli esseri misteriosi. esseri che si chiamano bombi, sirfidi, farfalle, calabroni, vespe, api… e tanti altri dei quali non posso dimostrare l’esistenza ma che esistono perché tanta bellezza merita un mistero.

Come si fa.

Vi svelo il mistero, almeno, ci provo. Intanto a ciascuno di voi verrà diverso, questo è il bello, no? In questo quadro ho miscelato bene i colori. Innanzitutto ci vuole un tavolo forte, delle assi rialzate vanno benissimo. Poi, lavorare con vasi leggeri e buon terriccio, io ho usato il terreno di robinia, ho una miniera, nel mio podere, miniera di terra che alla terra ritorna, quindi va bene. Poi ci vogliono i semi. Semi che ho recuperato, scambiando con i miei, da persone sorridenti, Franca Maraffetti, Marilena Chiari, per esempio o Stefania Annucci, per esempio o Valeria Vecchia, nel corso degli anni. Si compongono i vasi, delle varie misure e si semina a scalare. Se si vuole che il sogno duri, bisogna seminare in fasi diverse, a distanza di settimane, meglio seguire un calendario biodinamico o lunare, in vaso è meglio, per difendere la miscela dalle voraci limacce. Poi, quando i vasi saranno belli pieni, seminando diverse essenze come l’umore, la disponibilità, il caso, vi suggerisce, provvedete ad interrare. Ed aspettate, curando di estirpare eventuali infestanti. Ecco, un gioco di miscele, di cura e di attese.Poi, non tutto si ripete ogni anno, le quinte, qui, sono le stesse, per esempio la vaporosa spalliera di asparago lasciato andare a seme, il rabarbaro, il rafano, le perille, quelle fanno tutto da sole. Le colline, il cielo, anch’esse, quelle vanno bene così…e gli aironi che stanno a guardare ed il merlo a fischiettare alla merla, quello, provvedono loro.Pure le api, il ronzio dei bombi, le vespe, le farfalle, quelle, fanno tutto loro. Voi, voi vi dovete curare dei fiori. I fiori coltivati come un amore vero, vanno custoditi, coltivati ogni giorno ed attesi. Non sono sempre con noi. Un amore di giardino, un amore di sogno, è da tenere anche un poco, accanto a noi, sullo stesso cuscino, o, alle volte, anche più distante, ma va sognato e coccolato. Ecco, svelato il mistero. Mistero che per ciascuna e ciascuno di noi, buon giardiniere, sappiamo, permane fitto fitto come una nebbia nella quale si aggirano gnomi e fatine. Io ci credo. Non faccio che servire il sogno da quando ho posto mano nei fiori. E ne guarisce la mia anima. Sognate anch’essa. Ma una anima vive sulla terra e negli orti o giardini ed abbisogna di mani forti e tenere, capaci e decise, mani. Il giardino è la mano che anima il sogno. A voi tutte e tutti, nella speranza di essere “copiato” ed in particolare alla mia Dama, dama premurosa e dallo sguardo buono. Dama paperella e Dama degli scoiattolini.
Ah, si, ultimo ingrediente: per un giardino così, bisogna essere innamorati. Questo è l’ingrediente essenziale. Innamorati della vita, dei fiori, del giardino stesso edel suo lungo e vaporoso sogno, va bene ugualmente. Un abbraccio forte a quanti hanno avuto la leggerezza di seguirmi. Buon ottobre, ormai.

Cosmee striate.

Come potrò mai ringraziare Franca Maraffetti per avermi spedito e copiosamente questi semi?
E’ stata la stagione giusta, dovesse arrivare tempeste o qualunque altra intemperia, sono salve,
ho raccolto tanta di quella semente da essere al sicuro per la prossima stagione e per donarne a mia volta.
Per questo, noi, vero Franca, siamo salvatori di semi, solo per questo. Per gioire della bellezza condivisa.
Mi sa che siamo , noi custodi di semi, gli ultimi o quasi, a godere solamente nella misura in cui questa nostra esile, fragile felicità, questi giardini temporanei, siano resi possibili, tramite gli scambi o una busta con francobollo, come facciamo, da sempre, anche ad altri, innamorati come noi dei fiori, della vita, della bellezza. Franca, con questi fiori io rendo felice una Dama e me stesso ed ogni visitatore. Mai dimentico che sei stata tu a procacciare questi tesori. Io, sto diffondendo le tithonie, “girasoli messicani” vellutati ed eleganti. Aggiungo queste tue cosmee.
Siamo vivi in mezzo allo sfacelo, in mezzo ai ghiacci che si squagliano, al Polo Nord che si sposta, alla fine, più vicina. Questi fiorellini ci rammentano che solamente chi vuole bene a quello che vive, desidera anche di salvare il restante mondo, il complicato ambiente che ci circonda. Si parte dal un giardino interiore, si parte da una Dama, dagli occhi stupiti di un bambino.
Si parte da tutto ciò per poter gridare ed essere credibili e sinceri “Io questo mondo lo voglio salvare!”.

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