Vita di campagna con OGM

Spettabile Vita in campagna,
rivista operante nel settore che a noi sta a cuore. Il lavoro negli orti, nei campi, nei poderi dei piccoli coltivatori per lavoro ma soprattutto per passione.
Leggiamo di questo speciale di quattro pagine pro OGM, con argomenti che tendono, volutamente, a confondere le carte in tavola ed ad ingannare, scientemente, il lettore.
Non siamo sconcertati, peggio.
Non capiamo. Siamo attoniti. Di cosa mai ha bisogno la piccola agricoltura italiana che è agli antipodi di quella grande, sterminata, alla  lettera, sterminatrice di popoli, di animali e suolo, che ha individuato negli OGM il suo paradigma nefasto di concentramento di tecnologie invasive, pesticidi e concimi chimici?
Abbiamo pelo sullo stomaco, abbiamo letto e conosciuto, anche combattuto altri fautori degli OGM nel nostro paese.
Ci abbiamo parlato di persona, polemizzato direttamente.
Per esempio, Umberto Veronesi. Era a favore degli OGM, e lo ha dichiarato e scritto. Eppure, il professore, ammetteva, candidamente, che gli OGM annientano la biodiversità, avranno tanti vantaggi, diceva, ma la biodiversità, ahimè, va perduta.
E’ un fatto. Se piantiamo una sola varietà di riso, una sola di mais, una sola di cotone, tutte le altre migliaia esistenti, per forza di cose sono soppiantate e si estinguono.
Ovvero, questo della scomparsa delle specie è l’argomento più forte nella lotta agli OGM.
Quando non si voglia riconoscerne altri. Quando non si voglia tenere conto dei danni che gli OGM hanno già provocato in Argentina, India e negli stessi Stati Uniti.
Non riusciamo a capire perchè Vita in campagna si sia prestata a questa manovra, perchè abbia voluto, contro i suoi stessi interessi, contro, siamo certi, la maggior parte, siamo certi, dei suoi stessi lettori.
Perchè una rivista che accompagna i piccoli coltivatori appassionati abbraccia interessi così forti e pervasivi.
Perchè , una rivista composta da persone esperte che conoscono bene il mercato agricolo italiano e che sanno che quello mondiale è in mano a tre-quattro soggetti che detengono sementi, farmaci, chimica, pesticidi, concimi, tutto il complesso della vita (e della morte) della popolazione mondiale in mano a pochi, pochissimi colossi in continuo consociarsi ed espandersi. Veri stati multinazionali che decidono oltre e sulle spalle degli Stati nazionali, sempre più deboli.
Perchè, dicevamo, una rivista che sa bene tutte queste cose e sarebbe grave non le conosce, anzichè schierarsi nettamente dalla parte dei piccoli, dei contadini veri che conoscono per toccarla con le mani la terra,  sceglie di regalare quattro pagine a chi di questo dono proprio non ha bisogno.
Avremmo bisogno, noi, invece che Vita in campagna ci aiutasse, ci desse  una mano.
Siamo certi che tutto il nostro mondo, vitale, pullulante di buoni semi e di buone pratiche, vi inonderà di proteste, noi salvatori di semi non possiamo mancare.
Ci sarà dibattito, avete scatenato un putiferio. Raggiunto lo scopo. Ma per dovere deontologico dovrete pubblicare la marea di proteste che riceverete.
Lo dovrete fare.
Viceversa di vita, in campagna, non ce ne sarà più.
Sarete conosciuti come “morte in campagna”.
E ve lo sarete meritato. Noi non abbiamo la potenza di fuoco nè i soldi che Monsanto-Bayer, DuPont Chemical, Syngenta e Novartis possono mettere in campo, non ce l’abbiamo ma stiamo sul territorio, abbiamo miriadi di iniziative locali e state certi, sappiamo, per avere le mani sporche-pulite di terra, come si parla a chi coltiva.
Non ci hanno avuto e non ci avranno mai. Non sappiamo che farcene delle sementi morte, della peste chimica, noi abbiamo le rane e attorno ai nostri poderi ci sono alberi e siepi, noi coltiviamo alberi da frutta antichi e se gli uccellini beccano le ciliege più alte, siamo solo felici. Noi siamo altro da quei portatori di morte, assassini di biodiversità, avidi e corruttori.
La nostra è posizione morale, etica, estetica, i nostri semi sono belli, variopinti, i nostri orti oasi di natura.
Gli OGM non ci appartengono. Appartengono alla visione di Vita in Campagna?
Fatecelo sapere. Per fessi  non ci prendete. Boicottarvi non ci costa niente.
E per la nostra passione di innamorati della Terra, nostra Madre, sappiamo crescere e contagiare molti altri.
Aspettiamo cosa pubblicherete nei prossimi numeri e giudicheremo. Questa caduta di stile, per noi un vero tradimento, ve la potevate risparmiare.
Cordiali e per niente biotecnologici saluti, piuttosto una palata di letame, che, voi lo sapete, “laetitia” è da lì che viene.
Teodoro Margarita, salvatore di semi.  
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