L’anno del gallo

Il 29 gennaio si è chiusa la splendida mostra a Palazzo Reale a Milano dedicata al grande pittore giapponese Katsushika Hokusai. Hokusai, autore della celeberrima “Onda” era affiancato da Hiroshige ed Utamaro. Oltre centottantamila visitatori hanno approfittato di questa occasione unica per poter vedere da vicino opere che, altrimenti, difficilmente raggiungono l’Europa, non solamente l’Italia, disperse come sono in tutti i continenti.

Tra quelli, c’ero anch’io. La prima opera esposta era un surimono, ovvero un raffinato bigliettino d’auguri, si usava inviarne per invitare a rappresentazioni teatrali, per la cerimonia del thè, nel Giappone tra Settecento e Ottocento, mi ha colpito e mi ci sono soffermato. Sul bigliettino, Daikoku, una delle sette divinità della fortuna, sorreggeva con i piedi delle balle di riso, sulle balle, in alto, un gallo. La simbologia della divinità prescelta, Daikoku, la presenza del Gallo, collegato all’oroscopo cinese, ci ricollega a questo 2017, Anno del Gallo, e a quella divinità.

Hokusai il galletto

Daikoku è accostato alla fertilità della Terra, il riso ci indica chiaramente che si tratta di un protettore dell’agricoltura, il Gallo è anch’esso allegoria chiara della campagna, del suo risveglio. Chi è nato nell’anno del gallo , per l’oroscopo cinese, è persona molto aperta, estremamente socievole, molto estroversa, portata per sua natura alla comunicazione.
Un Gallo, una divinità della fertilità, una rara occasione di conoscere e capire attraverso grandi artisti, culture altre. Quel bigliettino d’auguri, opera di Hokusai, il Capodanno cinese… sono tutte suggestioni che accostate, creano gli auspici ideali per il nostro mondo, un mondo, quello dei seedsavers, i salvatori e custodi di semi che di un buon canto del gallo, un lungo e sonoro canto a distesa per il risveglio della campagna italiana, certo, ha un gran bisogno. Civiltà Contadina, associazione che ha da sempre un galletto come proprio simbolo, riunisce, sparsi su tutto il territorio nazionale, centinaia di contadini, orticoltori, semplici amatori che credono che la fertilità della terra, la sua vitalità passi dal buon seme.

Nell’America precolombiana era Kokopelli, il genio raffigurato mentre se ne va zufolando con il suo flauto tra le zolle, curvo sotto la sua bisaccia ricolma di semi, queste figure mitologiche, come la Diana di Efeso, una bella riproduzione ellenistica era esposta a corredo, sempre nello stesso Palazzo Reale a Milano, di una mostra di Rubens, come la dea Demetra, ritratta con un fascio di spighe in mano, sono la testimonianza vera di un passato di rispetto, di venerazione verso la terra e verso l’agricoltura, annoverata tra le attività più nobili e necessarie. E’ pur sempre così: almeno tre volte al giorno abbiamo bisogno di un contadino, a colazione, a pranzo, a cena. C’è quindi grandemente bisogno di un augurio di prosperità, fertilità, di vitalità per il nostro mondo. Un augurio di semenza viva, semenza che senta la terra, che ci giunga dal passato.

Primavera arriva, in una Italia dove il terremoto, le nevicate abbondanti e ancor più e certamente, l’incuria e l’abbandono hanno segnato la probabile morte di innumerevoli attività agricole e zootecniche, il centro Italia così provato, abbiamo bisogno di ritrovare le sementi che abbiamo lasciato dormire durante l’inverno. Ed al nostro Presidente, Cristiano Del Toro, a tutti i nostri soci nell’area, facciamo sapere che i nostri semi sono i loro. Vorremmo che nell’Anno del Gallo, questo 2017, non ci vedesse che più compatti e coesi, stretti attorno alle nostre cascine, più solidali che mai. Non solo per noi, per tutto il movimento largo di ritorno alla Terra, quel movimento crescente che è anche e soprattutto compito nostro di intercettare e saper coagulare.

Che il significato profondo di questo Gallo si colga. Che il duplice simbolismo della fertlità e della comunicazione si avveri. Nel corso di questi anni, abbiamo saputo dialogare con un ambiente solo apparentemente lontano da noi, abbiamo allacciato una relazione solida ed attratto simpatie nel mondo universitario. A Milano, in particolare, all’Accademia di Brera, Civiltà Contadina ha tenuto seguiti seminari sulla biodiversità, con il Politecnico di Milano, il corso di laurea in design della comunicazione, stiamo seguendo sotto la supervisione del Prof Luis Ciccognani, alcuni studenti che stanno elaborando delle tesi proprio sulla comunicazione dei seedsavers. In aprile queste tesi saranno discusse e noi avremo materiali preziosi frutto di ricerca delle menti più preparate in questo campo.

Opportunità importante per il Galletto di Civiltà Contadina, imparare a cantare in questo mondo moderno! Abbiamo un carico importante da portare, un fardello da suddividere tra noi. Primavera viene. Prepariamoci. Il Galletto della biodiversità sappia cantare, abbiamo bisogno di chiamare a raccolto, di svegliare quanti più alleati possibili in questa duramente colpita e travagliata campagna italiana. Buon anno del Gallo!

Auguri di buon lavoro a tutte e a tutti. Civiltà Contadina conta di esserci. Un rilancio e una ripartenza importanti. Ai vecchi soci che si confermino, ai nuovi, ancora auguri e benvenuti!
T M

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