Il dono.Riflessioni su questo 2015 che finisce.

Grazie. Devo dire grazie a diverse persone. Il 2015 se ne va. Un anno molto particolare, un anno vissuto pericolosamente e, per certi versi, gridando al vento. Nel senso dei grandi numeri, quelli soli suscettibili di provocare cambiamenti, ho gridato al vento, eravamo qualche decina di migliaia, rispetto a quanti, alla fine, hanno riempito i cardi e i decumani di Expo, sempre troppo pochi. Abbiamo gridato. Vox clamans in deserto. Profeti della decrescita infelice in quanto inascoltata. Abbiamo gridato poco? Non abbiamo avuto la voce giusta? Siamo stati rauchi o abbiamo gridato in lingue sconosciute?
Il nostro mondo è ancora troppo limitato, non il dieci per cento e nemmeno l’1% della popolazione. Expo è passata. Ed anche le cose buone che dentro v’erano, scomparse anch’esse. Nel Padiglione russo v’era un grande omaggio al genetista Nikolaj Vavilov,
Vavilov , ogni seedsaver, ogni salvatore di semi, ne dovrebbe imparare il nome venerarlo.
Una persona che ha passato interamente la sua vita a cercare sementi. ha girato il mondo.
Ha recuperato, catalogato, investigato, studiato il seme di ogni qualsivoglia pianta utile all’uomo nei cinque continenti ed alla sua epoca, il secolo scorso, non c’erano i voli low cost.
Nel padiglione russo, ma nessuno se ne è accorto, c’era un pannello immenso che ,

giustamente, lo ricordava e celebrava… già, ma la “gente” ha preferito indirizzarsi dove se magnava e se beveva. Expo, fallita anche sul piano dell’informazione. No Expo, noi, io,
falliti … completamente? No. Le fiamme black block hanno oscurato le nostre ragioni.
Di quella giornata, il primo maggio, una sola intervista alle motivazione di un corteo grande e pacifico, a scassare tutto, erano in trecento, passata sulla Televisione della Svizzera Italiana,
tra gli intervistati, c’ero anch’io. Consolazione. E invece il positivo di quest’anno, è stato nell’essersi parlati, nell’aver costretto, bene o male, a comunicare gruppi di militanti, di reti, coordinamenti cittadini e realtà rurali che, viceversa, sarebbero rimaste sempre distanti.
E tutto questo, resta. Permane. c’è stato un coagularsi di situazioni, manifestazioni, convegni, incontri, tanti, tantissimi momenti pieni di stimoli importanti e dappertutto. Il primo maggio, dopo la manifestazione, sono stato a Malonno, in Val Camonica e lassù, lontano dal fumo delle auto bruciate dei lacrimogeni, altra gente, altro piccolo villaggio espressione di un mondo altro che i ventimila di Milano volevano in contrapposizione al modello Expo.
E’ stato l’anno di Expo ed è stato , per la Fao, l’Anno internazionale del suolo.
Me ne sono accorto, ce ne siamo accorti, in pochi. Quel suolo che Expo ha seppellito sotto asfalto e cemento, quel suolo che non sarà mai più recuperato alle attività agricole.
Perso per sempre. Rimaniamo noi. noi che ci siamo incontrati, parlati, mescolati.
E in questo modo, a casa mia,nel mio campo, a Cranno, sono capitati i ragazzi, giovani compagni del Cantiere, centro sociale milanese. E ci sono venuti per imparare, per osservare come si coltiva nel podere di un salvatore di semi. Dobbiamo riflettere,soffermarci su questo.
Mai era accaduto che tante realtà così diverse si parlassero. La città, la campagna, questo 2015 non è trascorso invano. Eravamo monadi, monadi che parlavano a se stesse.
Ora, abbiamo stabilito un contatto. Non ci perdiamo. Si, le tematiche intorno alla sovranità alimentare erano conosciute, in crescita orti condivisi urbani, ovunque.
In crescita consapevolezza attorno alla tematica degli Ogm.
Expo, non ne ha parlato. Da Expo non sono venute parole contro e neppure a favore.
Non so quanto abbiano attratto pubblico i padiglioni della DuPont , tra i principali produttori mondiali di sementi Ogm attraverso la controllata Pioneer.
Expo, è andata. Restiamo noi. Una volta si diceva, “Les dieux s’en vont les enragès restent”, gli dei se ne vanno, restano gli arrabbiati. E noi restiamo. Arrabbiati, certo ma anche più connessi, più collegati tra noi. Ora, se vogliamo organizzare qualcosa su cibo e nuova agricoltura , in un determinato contesto e territorio,sappiamo che reti esistono e con chi colloquiare. Si può, perchè ci siamo conosciuti, interloquire, dialogare.
E sappiamo chi si occupa di semi, chi pratica la permacultura, chi l’agroecologia.
Sappiamo chi ha le bestie, chi ha il grano. Chi può tenere un corso nelle scuole.

Siamo stati fluidi e concreti, abbiamo lavorato senza frizioni, senza primedonne,
un movimento, silenzioso, il seme che cade nella zolla non urla, per fortuna,
siamo qui. E, volutamente, non traccio sigle, non scrivo e non indico nomi di organizzazioni.
Non ce n’è bisogno. Ciascuno sa che ci siamo stati. Abbiamo portato i nostri semi in ogni occasione data. Expo, Affamare il pianeta-Energie per la morte, un merito lo ha avuto e,
detto francamente, lo sapevamo che non saremmo riusciti ad ostacolarla veramente, stante la sproporzione colossale di forze, abbiamo stretto relazioni necessarie nel movimento.
Nuovi contadini, cucine popolari, orticoltori urbani, militanti contro la devastazione dei territori, ecologisti radicali, salvatori di semi, e tanti altri soggetti, artigiani, operatori della comunicazione dal basso e della conoscenza, dell’arte… ci siamo incontrati, conosciuti.
Abbiamo mangiato insieme. Ci siamo riconosciuti.
Questo dono del 2015 non lo sprechiamo. Teniamoci stretti. Questa Terra avvelenata, asfissiata, lorda di sangue e di guerre, affamata o troppo ingrassata, ha bisogno di noi.
Innamorati indomiti lottatori, zappatori, zappatrici, noi, che ci siamo aiutati e scambiato sementi e indirizzi, accogliamo il dono dell’unità possibile, questo moto di simpatia tra tanti che, sparsi tra città e campagne, finalmente, si sono ritrovati.
T MSardara.jpg
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.