Foglie.

Le vedi? Sono foglie. Accatastate.

Sotto, il nero dell’asfalto. Inutilmente.

Nero, sterile asfalto.

Non spunteranno funghi, non vi si nasconderanno ricci.

Nemmeno una castagna a germogliare.

Nulla di nulla.

Foglie.

Le foglie, invece, narrano la storia eterna della terra che nutre l’albero,

la terra marrone e viva che è pane per le radici.

Dalla terra al tronco, dal tronco, attraverso la linfa verde

verso le foglie, i fiori, i frutti.

La storia inizia dall’inverno quando le foglie non vi sono.

Saggiamente, esse, nei boschi, nei prati, nelle radure, cadono

e ricoprono il suolo.

Il gelo troverà la terra ammantata, la terra stessa come ricoperta,

difesa.

Uno strato scricchiolante e variopinto e tra le foglie, una vita

incredibile di vermetti, insetti, ricci, funghi, microrganismi infiniti.

La poesia del nostro tropico, noi abbiamo la fortuna di conoscere

la meraviglia dell’autunno.

All’Equatore, invece, le stagioni si susseguono eguali e questa malinconia

dei mesi precedenti l’inverno, è sconosciuta.

Noi, alle nostre latitudini siamo cresciuti così.

Se gli sconvolgimenti climatici alterano le stagioni,

non stiamo bene. La nostra epica, le nostre favole,

una , bellissima, nel Cunto de li Cunti di Basile,

narra proprio di  una pianta che si sveste e riveste,

procurando a Cenerentola, proprio lei,

gli abiti necessari per “cumparire” alla vista del Re.

Si tratta, questa, come tanti e innumerevoli miti,

di una evidente allusione al cambiamento di foggia delle stagioni,

una allusione chiara alle mutevoli vesti della natura.

Le foglie adempiono, cadendo, alla missione di alleggerire

gli alberi pronti alle nevi invernali, a ricoprire il suolo e proteggerlo dai rigori del gelo, a riportarvi quei nutrimenti che gli sono indispensabili.

Ovvero una foglia portata dal vento  non è malinconia: è recupero delle energie, è raccoglimento.

E mille e mille foglie sono una risorsa preziosa.

Smettiamola, dunque, di considerarle alla stregua di spazzatura.

Le foglie sono ricchezza, sono risorsa preziosa.

Prima dell’invenzione, recente, delle discariche, dei termovalorizzatori,

ogni residuo organico tornava alla terra donde proveniva.

L’invenzione delle plastiche, dei rifiuti non compostabili ha portato

a questa aberrazione.

In una foresta primaria, una foresta non toccata dall’uomo.

non vi sono boscaioli, e non ve ne si si avverte la necessità.

Non c’è bisogno di potature, l’uomo non ha mai realizzato

la biodiversità incredibile, la ricchezza di forme, l’armonia

di forme,figure che esiste in una foresta vergine.

Le foglie, le foglie delle piante caduche semplicemente cadono.

e si raccolgono laddove il vento le ammassa e colà si origina

la vita. Nessuno si sogna di fermare l’autunno.

Non si può arrestare una stagione nè con un soffiatore a gasolio

e nemmeno insaccando foglie caricandole su camion.

Recupero le foglie ovunque posso, raccolgo le foglie ed effettuo pacciamatura.

Le foglie, non impiegano molto a decomporsi.

Un minimo di conoscenza necessaria delle foglie, se tendono all’acido o all’alcalino e sapremo come utilizzarle ai piedi delle piante che richiedono le une o le altre.

Ma non vorrei mai vedere foglie trattate come spazzature,

non lo sono.

Togliamoci le voglie, ricopriamone la terra, proteggiamola dal gelo,

evviva chi ama le foglie e le raccoglie.

Era un mestiere, qui, nel Triangolo Lariano arrivavano sin dalla Svizzera,

contadine con le gerle ricolme di foglie di faggio per far le lettiere

nelle stalle. Riscopriamo la sacralità della foglia.

Insegniamo ai bambini a riconoscerle.

Le foglie d’autunno, una armonia e una esplosione di colori.

Che siano libere di volare e ricadere. Le foglie di città, raccolte e ammucchiate negli orti urbani.

Le foglie siano concime, siano nutrimento nuovo per un terriccio migliore.

Da anni, a Cranno, recupero le foglie ed anche quelle del vicino,

incomincia anche tu.

Raccolgo foglie e ramaglie ed un terreno argilloso,

compatto, che si screpolava alla prima siccità, sta cambiando, diventando più poroso, più sciolto. Migliora, l’apporto di pacciamatura lo arricchisce.

Non dimentichiamo che il miglior concime è il compost e le foglie

ne sono una componente preziosa. Ringraziamo l’autunno, e che

il vento, qui a Cranno sempre generoso, accumuli nei nostri giardini sempre più foglie. Saggio e felice il contadino che le raccoglie.

Teodoro Margarita

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Un commento

  1. Ciao Teodoro, sono incappato per caso nel tuo blog, ho letto lo scritto che hai dedicato alle foglie. Bravo; anch’io come te ne sono innamorato.Mimi è molto piaciuto quello che hai scritto. P. S. Passate le feste verrò a trovarti. Ciao ed auguri. Alessandro

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