Campane diverse

Sprazzi di Lenticchiadacqua
Sprazzi di Lenticchiadacqua

Sono campane diverse. suonano a stormo e a distesa,

tu chiedi consiglio, per calmare il tuo cuore in scompiglio.

Sei ritornato smarrito, sei un cucciolo d’uomo, un piccolo figlio.

Non hai ritegno a parlare, chiedere lumi e ascoltare.

Hai crisi di pianto, appena intravedi una sua foto sfumata.

Non te la levi da dentro, non riesci e gliel’hai pure detto…

“Sbagli, dicon le donne, la infastidisci, se ti vuole bene,

la spingi a fuggire, tu le fai tintinnare addosso, catene…”

Sarà così ma un amico dolce e sincero, ti dice,

“Fai scivolare le lacrime fuori, spingi ed al pianto c’è solo un rimedio,

conta le goccioline nel palmo della tua mano,

elabora il lutto, fallo piano, contale si, assapora tutto il dolore.

Agli uomini non è dato, gratuito, aver volato,

aver capito davvero l’amore.”

Tra campane diverse che suonano a stormo o sono legate, e in ambasce,

io dico, che faccio quanto il mio cuore mi suggerisce.

Lo segue, non teme, non paventa ritorni. Sia quel che sia,

che possa, stancata, lei anche sparire.

Che possa stufarsi di questa “follia”

Noi due smarriti, noi due separati, dispersi a generare

perchè è stato divino, immenso l’amore,

ancora e per sempre, di questi colori, di questi, campane diverse,  di questi colori in autunno,

di questi malinconici versi.

T M

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