Il mare agitato.

Quando il mare non è più agitato, quando nella tempesta non volano più le procellarie,

quando da dire non v’è più nulla, allora, è finita.

Quando non senti il dolore nella pelle, quando la ferita ricevuta o inflitta non procura più nè dolore

nè piacere, allora, sta in campana.Ma quando all’occhio tuo o suo, vorrebbero sgorgare lacrime forti, gocciolone di pioggia a scrosci e rovesci, anche se sono pudicamente trattenute dalla grondaia della rispettabilità,

c’è un filo, un filo che vi unisce.

Quando senti il rumore della sua risata liberatoria, quando, persino, non la capisci o riconosci e ti irriti, indisponi, per questo, un pilastro è sempre in piedi e pur terremotato, reggerà.

Quando lei ti appare  l’Unica Dea, e senza il  suo abbracciarti, una vita intera ti appare vuota,

se tu le appari confuso, se ti vede incerto, se crede o non crede ma aspetta, valuta, si muove, circospetta o sfrontata, tu, attendi. Sappi aspettare. Il canale non è ancora ingombro del limo indifferenziato della palude dimenticata.

Ogni qualvolta vi arrabbiate, vi azzuffate su un nonnulla, c’è sempre spiraglio.

L’amore è mare agitato, innamorato della tempesta. L’amore riconosce le sue frecce e sa che procurano ferite profonde.

L’assenza di dolore, l’assenza di rimorso, risentimento, è l’inizio della china.

Occhi furenti, lampi di gelosia, sono buon segno.

“Non mi hai guardata, non mi hai fatto sentire bella” e lei ti sta dicendo “Guardami, scrutami, avvolgimi: son qui.”

E’ unico il mare, vasto, contiene bassezze, naufragi di contrabbandieri e merci preziose e rare.

L’amore è la perla. il mare, in apparenza, affonda e travolge tutto.

Eppure, son certo, che la tempesta salvaguarda il bene più prezioso.

Se amore è stato, vero, infinitamente vero, per voi due. Amore sarà ancora e a lungo.

Non vi chetate ed alimentate il fuoco. Vi brucerete e non vi saranno abbastanza scorte d’iperico colto da voi due, per risanarvi. Varrà la pena. asciugate le piaghe. Lenite il dolore.

Pazientate. E se non ne sarete capaci, aspettate. L’oblio, l’indifferenza, la morte, l’incomunicazione,

solo questa assente, glaciale freddezza è segno della china discendente.

Volate sui flutti, tuffatevi nella risacca, afferratevi per i capelli, e spingetevi giù ad affogarvi e salvatevi, all’ultimo istante.

L’amore è anche questo e voi siete il suo giocattolo.

Fatelo, non val la pena al mondo d’altro patire che per amore.

Accettate, date colpi d’accetta. Spezzate e piegate in due. Scassate e scassatevi.

Il vostro irrompere sulla pelle, nelle parole, gli scritti, un grido, un pianto rauco, l’urlo,

un fiore, ogni cosa è buona, in amore.

Siate certi. Il mare energetico che suscitate, se lo avvertite in voi stessi, certamente lo avvertirà lei, lui.

Siate mare e non siate mai, mare calmo.

Fiori
Partenio.

T M

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