Giocando a disperdere.

Giocando a disperdere ho imparato come il tarassaco-soffione dendelion dente di leone, ruggisce e
colonizza un prato.
Giocando a disperdere ho scoperto che il vento sparge semi a caso e rinverdisce il deserto.
Giocando a disperdere ho appreso come accada che l’acqua che scroscia
lavi via la polvere dalla strada.
Giocando a disperdere ho capito come è importante non sapere
dove la faccia numerata a sorte di un dado cada.
Giocando a disperdere ho compreso che da un torrente che precipita
da una massa d’acqua imprecisata può scaturire una magnifica cascata.
Giocando a disperdere e vivendo alla giornata beffi il destino
e confondi le previsioni al fato.
Giocando a disperdere puoi trovare, seduta su un sasso muschioso
una Rospetta in attesa e giocando a disperdere baci
ella può divenire con te Principessa nel tuo regno sconosciuto.
Dentro le pareti del castello, nulla, vetro trasparente,
nella tua dimora spifferi d’aria, nemmeno una porta.
Giocando a disperdere, ella verrà con te,
ha trovato un tuo filo, una poesiola, una bella strofa, unica e sola,
del resto, del volume ponderoso, della raccolta ordinata,
lei ti segue nella casa senza porta dove hai giocato a disperdere la vita.
Hai giocato ma lei ti ha seguito e di questo tuo disperdere non importa.

Dalla raccolta, tuttora inedita ” Primo numero estratto sulla ruota di Dublino,
capitale dell’Irlanda, primo premio in palio : “Un macinino da caffè decaffeinato o una mutanda.”

Giocando a disperdere la rima aggroviglia le parole, le imbroglia e gorgoglia,
le sparpaglia sul foglio e a riordinarle t’invoglia.

La raccolta di poesiole, ovviamente, mai pubblicata, a Jack e Zac e Joe, bambini è dedicata.. La raccolta, s’intende, sul pianeta Terra è inedita ma, pare, che sul pianeta Mondo dei balocchi, sia molto conosciuta e le nonne la leggono ai marmocchi.
Da Teodoro con, insieme, senza, malgrado , Silvietta Di Villa Villacolle nel corso di una corsa folle con le parole durante la quale l’autore è rimasto indietro a cogliere viole.,
“giocando a disperdere.” è capire che è possibile un laboratorio partendo da un solitario, ispirato verso disperso, che il tempo della poesia non è mai tempo perso.
Giocando a disperdere si è bambini davvero e che riordinando a caso,
si cresce e la si matura, ciascuno a modo suo, ciascuno col suo naso.

 Pervinca acq
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