Siamo stati la spuma del mare.

“Siamo stati la spuma del mare”
Siamo stati la spuma del mare e le strida dei gabbiani.
Siamo stati le notti sotto il pesco e l’intreccio delle mani.
Siamo stati senza ritegno, Siamo stati gemme sui rami.
Siamo stati torrente impetuoso ed abbiamo travolto
ansie, paure, gelosie, rimpianti e rimorsi
abbiamo spazzato ogni cosa via.
Finchè siamo stati flusso di parole notturno,
vento necessario che strappa le foglie in autunno,
finchè scintilla e distanza, attesa e fremito-costanza
hanno irrigato il nostro liquido parlare
siamo stati la spuma del mare.
Siamo stati il cavallone sulla battigia,
il bambino che si spaura e d’improvviso, ricomincia.
Si è ricomposto il quadro.
La notte ha spento le sue luci.
Il gioco del giorno crudele mostra le rughe.
Eravamo veloci e incoscienti. Siamo tornati tartarughe.
Siamo stati la spuma del mare e avverto ancora la risacca.
Siamo stati liberi e ribeli.
Siamo ancora liberi e ribelli.
Ti saluto, ricompongo il quadro.
Scaraventato insonne sulla spiaggia,
m’addormento e non penso.
E tu, chissà, ove cercherai riparo.
Siamo stati la spuma del mare.
Lasciamo che sia dolce di tutto questo ribollente
noi anche il naufragare.

Teodoro, perchè “bisogna saper lasciare andare”.

Aurora in costiera 1
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